Let’s begin!

Il nuovo file è stato creato, la pagina è impostata, la gabbia è stata segnata… posso cominciare!

Quando per disegnare i miei fumetti usavo i fogli di carta, le matite, i pennelli e i pennarelli, ogni volta che mi accingevo a iniziare un nuovo lavoro provavo sempre una certa emozione nel tracciare sul foglio le linee di quella che sarebbe stata la gabbia della prima tavola. Era l’inizio di una nuova avventura, mi accingevo a esplorare nuovi mondi accompagnando i personaggi laddove prevedeva la sceneggiatura (anch’essa rigorosamente stampata su carta e, quando l’autore delle storie non ero io, recapitata tramite posta convenzionale dal solerte postino).

Seguivo il solito flusso di lavoro fino alla conclusione della storia: storyboard, matite, chine, retinatura, eventuali correzioni e, laddove previsto, anche lettering e talvolta i colori.

Il vecchio “hardware” dei fumettisti di una volta. Oggi sono sempre meno.

Sembra essere passato un secolo!

Tuttavia oggi che disegno le mie tavole usando la tecnologia digitale, provo sempre la stessa emozione. Anche quando al posto del foglio di carta ho davanti il foglio “digitale” del monitor, con le guide impostate, la gabbia tracciata, pronto per dare inizio a una nuova avventura. Almeno qualcosa è rimasta immutata nel tempo.

Let’s begin, quindi!

21 anni fa… MEB!

il 1 dicembre 1998 usciva il primo numero di MEB, la rivista a fumetti autoprodotta che in quel periodo fece parlare di sé nell’ambiente dei comics a Cagliari in particolare e in Sardegna più in generale.

Il sottoscritto Bruno Olivieri e Massimo Dall’Oglio, giovani di belle speranze con all’attivo alcune sporadiche collaborazioni editoriali, in attesa di vedere coronato il nostro sogno di diventare fumettisti a “pieno titolo”, decidemmo di mettere in pratica quanto avevamo fino ad allora maturato in termini di tecnica personale e impegno, proponendoci con periodicità mensile al pubblico con una rivista fai-da-te in bianco e nero formato A4, 12 pagine spillate autocopertinate, composte da sei pagine per ognuno di noi due autori.

Una delle due copertine del primo numero di MEB (side B), che fa da frontespizio per l’episodio disegnato da Massimo Dall’Oglio.

La caratteristica peculiare della rivista erano le due copertine (una per ogni verso dello spillato) che costituivano la prima pagina dei rispettivi episodi.
Massimo Dall’Oglio diede vita a Donnel & Grace, personaggi che poi riprese sette anni più tardi per l’esperienza indipendente di “Idea Comics“, che vide coinvolte le due autrici cagliaritane Dany & Dany (anch’esse divenute poi, come me e Dall’Oglio, docenti della scuola Fumé).
Io, Bruno Olivieri, scrissi e disegnai la storia umoristica a puntate: “Il Molosso di Molentargius“, che riproposi qualche anno più tardi in versione integrale di 24 tavole sul periodico a diffusione nazionale “Gruppo Misto“.
Entrambi gli episodi furono suddivisi in quattro puntate da sei tavole l’una, per quattro numeri.
L’esperienza si concluse con un quinto numero al quale si unì Daniele Tomasi.

Il side A della copertina che faceva da frontespizio per la storia di Bruno Olivieri.

Altra peculiarità non trascurabile: la stampa tipografica. Fino ad allora i progetti simili di autoproduzione erano per lo più realizzati tramite fotocopie la cui tecnologia andata perfezionandosi sempre più, rendeva possibile la realizzazione di pubblicazioni in bianco e nero in quantità di media tiratura a costi abbastanza contenuti.
Stampare in tipografia con il metodo offset, seppur in bianco e nero, aveva dei costi quanto meno proibitivi per chi con scarse risorse, desiderava autoprodurre le proprie opere a scopo di diffonderle il più possibile a un prezzo accettabile da parte del pubblico.
Io e Massimo riuscimmo a trovare un giusto compromesso grazie alla collaborazione della tipografia Xpress di Cagliari e, unitamente all’apporto di qualche piccolo sponsor locale, potemmo proporre la rivista al prezzo di 1000 lire dell’epoca, pari a circa 0, 52 cents di euro di oggi. Cifra con la quale potemmo coprire agevolmente per intero le spese di produzione.

A parlarne oggi, in un epoca nella quale sembra tutto scontato grazie a pubblicazioni online, stamperie on-demaind che offrono un servizio di stampa a colori altamente professionale a prezzi molto accessibili, la disponibilità di attrezzature notevolmente più performanti rispetto ai miseri pc, agli scanner e ai software con i quali a quel tempo ci tuffammo nell’impresa, beh… mi sembra quasi di parlare di preistoria!

Eppure, la nostra incoscienza e la nostra intraprendenza ci permisero di realizzare, nonostante le mille difficoltà, quello che fu il nostro piccolo sogno di allora, che oggi ci piace ricordare con molto affetto e un po’ di sana indulgenza.

Elementare Watson di Beppe Ramello e Bruno Olivieri

La copertina del n. 47 – 1 dicembre 2019 de “Il Giornalino”

Su “Il Giornalino” N. 47 del 1 dicembre 2019 ha inizio una nuova serie di racconti illustrati del piccolo John Watson!
Su testi di Beppe Ramello e disegni di Bruno Olivieri (docente della nostra scuola Fumé) gli intrighi e i misteri che faranno come sempre da cornice alle avventure del piccolo investigatore londinese parente del suo antenato illustre, nonché assistente del grande Sherlock Holmes che coinvolgeranno anche i familiari e amici del nostro eroe gran mangiatore di patatine fritte! 
Tutti in edicola, quindi! 

L’ultimo giorno di primavera – il nuovo romanzo di Daniele Mocci

A chi oggi compie dieci anni.
A chi li compirà domani.
A chi li ha compiuti quarant’anni fae li ricorda bene.
A chi se li è dimenticati.
Ma anche a chi ha un figlio o una figlia di dieci anni.
Più che un romanzo PER l’infanzia, questo è un romanzo SULL’infanzia.

Ci sono libri che nascono per segmenti di lettori molto specifici e definiti (età, sesso, gusti, ecc.).
Questo è un libro ibrido. I target qui non c’entrano. C’entra semmai l’infanzia. E l’infanzia non è un periodo della nostra vita che ci interessa solo nel momento in cui la viviamo.
L’infanzia è sempre lì. È con noi, al nostro fianco. Davanti o dietro di noi. Sopra o sotto. Dentro o fuori.
Anche quando ce la siamo dimenticata o pensiamo di averla superata per sempre, è presente come un’assenza. E può suscitare sentimenti di nostalgia, malinconia, rimpianto, dolore, gioia o felicità.
Sentimenti che ci portiamo appresso per tutta la vita. L’infanzia è in noi stessi e negli altri, a prescindere che si parli di bambini o di adulti.
L’infanzia è nel mondo.
L’infanzia riguarda il genere umano, non uno specifico target fissato a tavolino da un ufficio marketing di un’agenzia letteraria o di una casa editrice.
«In molti casi – dice Daniele Mocci, docente di sceneggiatura della nostra Scuola Fumé – non mi sembra soltanto strano che un libro che parla di bambini o che ha dei bambini come protagonisti debba per forza essere rivolto solo a un pubblico di bambini. È talmente strano da sembrarmi folle!»
«Con questo libro – prosegue Daniele – vorrei che anche gli adulti possano leggere una storia che parla non tanto e non solo A un bambino, ma DI un bambino e del suo mondo. Soprattutto del suo mondo interiore.»
L’ultimo giorno di primavera lo fa con un’avventura che, come le favole, può essere letta da lettori di ogni età.


Due parole sulla storia.
Come per effetto di una bizzarra maledizione, anno dopo anno sempre più persone si convincono che Lorenzo compia gli anni il 21 giugno anziché il 20, l’ultimo giorno di primavera. Quando manca solo un giorno al suo decimo compleanno, la faccenda si complica. Dietro quella data sbagliata c’è molto più di quanto Lorenzo abbia mai immaginato. Solo lui potrà scoprirlo, se avrà il coraggio di affrontare le prime vere sfide della sua vita.


Titolo: L’ultimo giorno di primavera
Autore: Daniele Mocci
Editore: Condaghes
Pagine: 208Data di uscita: novembre 2019
Prezzo: € 12,00 (edizione cartacea) – € 3,99 (ebook)
Dimensioni: cm 15×21
Illustrazione di copertina: Luca Usai

Click QUI per accedere alla scheda del libro sul sito web dell’editore (condaghes.it)